martedì 27 giugno 2017

Diario della signora madre #8

Ovviamente il nonno ha le sue grandi buone qualità... ma dopo un dialogo come questo, dovevo per forza farci una striscia! Confido nella sua autoironia...

venerdì 23 giugno 2017

giovedì 22 giugno 2017

sabato 10 giugno 2017

giovedì 8 giugno 2017

lunedì 5 giugno 2017

giovedì 1 giugno 2017

martedì 30 maggio 2017

sabato 27 maggio 2017

giovedì 18 maggio 2017

Su "La Stampa" di oggi


lunedì 24 aprile 2017

Occhioni, testa grossa e corpo piccolo

















Anche stavolta, non mi riconosco più. In ciascuno dei miei libri ho scelto uno stile di disegno, ma finora era sempre stato di stampo realistico: ho cominciato il bianco e nero di Inchiostro di Jack, sono passata a Prospettive con una matita scura pittata di violetto, per poi approdare all'iperealistico di Dove la terra brucia, disegnato con matite chiare e gradazioni di grigio. Infine, c'è stato un ritorno al bianco e nero netto e "teatrale" di Atridi.

Con La Sposa Yemenita, è la prima volta che disegno un intero libro contravvenendo alle corrette proporzioni dell'anatomia umana. Così, eccola lì, la "mia" Laura, disegnata con gli occhioni, la testa grossa e il corpo piccolo, proporzionati a 1:4 invece di 1:7,5. Colorata in gradazioni di grigio e di un colore diverso per ciascun livello di narrazione delle sue storie in Yemen: rosso (per la vita quotidiana e i riti nuziali), blu (per le inchieste realizzate come giornalista) e giallo (per il confronto religioso con lo sheikh).
Un personaggio dall'irresistibile simpatia e dal cuore grande.

Ancora non mi sembra vero. Ci crederò quando potrò stringere il libro fra le mie mani. Qualche giorno di pazienza...

giovedì 20 aprile 2017

"La Sposa Yemenita", il primo articolo

Ancora dev'essere pubblicato, e già è uscito un articolo sul quotidiano La Sicilia che parla de "La Sposa Yemenita"... fantastico! Grazie a Maria Enza Giannetto, la prima che ha scritto del nostro libro...


martedì 7 marzo 2017

Life in progress

E già, negli ultimi mesi sto aggiornando molto poco il blog... E come mai?... Be', in parte perché da alcuni mesi il mio studio è anche la stanza dei giochi di mio figlio, che tra l'altro ormai gattona fino alla mia scrivania, riesce ad accendere la stampante e ha una passione per la ciabatta con tutte le spine attaccate e i fili della corrente. E ogni tanto, poi, si aggrappa alle mie ginocchia, mi guarda, sorride e gheggheggia: insomma, vuole certamente qualcosa, no?Lui cresce, ogni giorno. Io lo guardo, ogni giorno. A volte scrivo di lui, appunti di una sceneggiatura. Magari inutili, magari no. E ogni giorno disegno. Ma disegno altro.Nel tempo che mi è rimasto e che cerco di guadagnare incaricando una tata di giocare con il Piccolo Giorgio (già detto PG) al mio posto,  sto lavorando a La Sposa Yemenita. Presto lo vedrete tutti, il mio nuovo libro, a me sembra bellissimo, ne sono contenta... Però, lo devo ammettere. Spesso me lo dico. Quanto vorrei disegnare mio figlio.