lunedì 8 dicembre 2008

Casa Mia, Casa Nostra

Vivo a Pavia!...
Il 3 Novembre, io e il mio Giuseppe abbiamo finalmente passato la prima notte in quella che, a pensarci bene, è la prima “casa nostra”. È in affitto, ma ci sono tutti i numeri perché ci resteremo almeno dai due ai cinque anni. Entrambi la chiamiamo con il vezzeggiativo “la casetta”, misura una cinquantina di metri quadri su due piani, anche se il piano di sopra non è del tutto “abitabile”…
L’ingresso immette nella cucina soggiorno, poi c’è un disimpegno con due porte, una per il bagno e l’altra per la stanza da letto; su questo primo piano ci sono una finestra e una porta finestra, che danno su un ampio balcone con le mattonelle verdi. Dalla cucina soggiorno, sul tetto, si apre una porticina dalla quale può scendere una scala a molla: da lì si accede al piano di sopra, un sottotetto di metri 7 per 3, io la chiamo “mansarda” perchè ci entro, ma il suo punto più alto è di appena 180 cm. Io e Giuseppe ci siamo così creati un po’ i nostri spazi: nella stanza da letto, ci sono una scrivania e tutte e tre le librerie per lui, mentre io lavoro in mansarda.
La mansarda è ancora da rifinire, manca il pavimento e la parete più bassa è tutta da restaurare, ma abbiamo dipinto le pareti (doveva essere rosso mattone ma è venuto ROSA), portato su l’arredamento (due tappeti rossi, la mia scrivania, il pc e le periferiche, un letto, una libreria) e ho anche appeso qualche poster (tra cui BilBolBul 2008…).

Il 3 Dicembre ha fatto un mese che io e Giuseppe abitiamo nella casa nuova, e quel giorno sono scesa a Catania (e sono tornata oggi …).
C’era un motivo per la mia discesa catanese: al momento mia mamma si trova in Austria, mio fratello Sandro vive a Barcellona, mia sorella Veronica a Madrid e mio padre è rimasto solo nella nostra casa a Catania. Veronica, la mia adorata sorella, veniva a Catania per qualche giorno insieme al suo fidanzato Oskar, e io ho pensato di dare un po’ di manforte a mio papà per rendere più gradevole il loro soggiorno…
Non scendevo a Catania da tre mesi, ed era la prima volta che entravo in casa pensando che mia mamma l’ha lasciata. Nutro egoisticamente ancora la speranza che i problemi tra i miei genitori si appianino, ma adesso è questo lo stato di cose. La mia casa a Catania m’è sembrata enorme, rispetto a quella di Pavia. Per meglio dire, la casetta di Pavia mi è sembrata di colpo molto piccola. Bè… si parla di 50 mq contro ad occhio e croce i 120 mq della casa a Catania.
La stanza mia e di Veronica era piena di noi: un’altra cosa su cui ho riflettuto è che, porca miseria, tra pochi mesi compio trent’anni, due terzi li ho passati in quella casa ed è naturale che lì dentro si siano accumulate chilate di roba che mi appartiene.
La mia minivacanza a Catania è stata ancora una volta molto ricca e variegata, sempre con tutta questa vita che mi si accumula addosso… Ricordo che:
1) Ho cercato di rintracciare un mio amico insegnante di Break Dance, Giuseppe Massimino, sognando minuto per minuto il momento in cui avremmo parlato del fatto che mi sono ispirata a lui per uno dei personaggi di Prospettive.
2) Alla fiera, ho comprato 4 giacchette e un paio di collanti di lana per proteggermi dal freddo del Nord.
3) Ho scambiato un breve sguardo con una mia compagna di scuola delle medie, di cui ricordo solo il cognome, "Marletta", che ho riconosciuto nonostante non la vedessi più da quei tempi, e portava un passeggino con tanto di figlio suo.
4) Ad Acireale, sono stata a cena insieme agli altri reduci di Lucca Comics: Luca Patanè, Giovanni Marchese e Carmelo Monaco. Tra le tante cose, Luca mi ha restituito un paio di guanti che avevo scordato nella sua macchina, a Lucca.
5) Ho incontrato parecchi degli amici “Sciottini”, perfino gli sposi Svezia-Catania: lei è incinta!
6) Mio padre ha detto che, se la separazione con mia mamma si consoliderà, tra gli scenari che si presentano, uno è quello della vendita della nostra casa a Catania…
7) Ho visto insieme Veronica e Oskar.
Quanto le ho volute bene, tutte queste persone. Naturalmente, ho rivisto anche le amiche più strette, ovvero la mia cugina-amica Fra, Maria Francesca e Giovanna, e il risultato finale è stato un turbine emozionale di grande forza, pieno di tenerezza, sguardi intensi, baci che scioccano sulle guance ed abbracci stretti, e nel mezzo vedo sempre qualcosa che mi stupisce, mi commuove, mi distrugge o incanta.

Adesso vivo a Pavia, l’ho già detto. Da qui, mi barcameno con i miei lavori precari, faccio la pendolare su treni, metro e autobus con il portatile sulle ginocchia, cucino, pulisco, stendo la biancheria, amo il mio Giuseppe, leggo i fumetti, disegno nella mansarda. Questa casetta, in confronto a quella di Catania, ha meno presa sul mio cuore. Non regge il confronto, lo so… ma qui riesco a disegnare Prospettive, e ancora penso a delle alternative su come mettere il viola. È un fumetto ambientato a Catania.

4 commenti:

gm ha detto...

Che scrivi?!...E fu così che Paola mi cangiò il cognome con quello di Luca! Confermo però: ci siamo divertiti da matti. Che risate..

paola cannatella ha detto...

Signor Marchese, mi scusi, provvedo subito all'aggiustamento...
Eh, sì, t'addivetti ccu mmia...

MicGin ha detto...

godetevi la nuova casetta!!!
;-)

paola cannatella ha detto...

Ohhh grazie Michele!...