martedì 8 dicembre 2009

Non mi conosco


… devo dire, non finisco mai di stupirmi di quello che mi succede quando mi impegno a fare una cosa…

A volte, per quanto l’obiettivo che mi sono posta non sia affatto faticoso, scopro di non riuscire più a dedicarmici.
E così, “Olivia & Omar”, che avevo pensato come un minicomic composto di monotavole a uscita settimanale, si è interrotto brutalmente alla terza tavola, uscita il 21 ottobre scorso. Oggi fanno sette settimane, e non ci posso credere… Soprattutto, perché avevo iniziato la quarta tavola e non mi mancavano le idee per le successive. Mi scuso umilmente con i lettori!... Anche se non escludo che un giorno possa riprenderlo, senza impormi delle scadenze che ormai so di non essere in grado di rispettare.

È vero, qualcosa è accaduto e ha distolto la mia attenzione: Lucca Comics, le sperimentazioni con gli acquerelli, un progetto di un fumetto TOP SECRET, la caccia alle offerte di lavoro natalizie, un minicomic che ho realizzato per un concorso in Sicilia... nonché i lavori SERI per la ReNoir Comics.

Scopro che questo modo di vivere e lavorare “autogestito” che conduco da un anno e mezzo è soggetto a due estremi: da una parte, periodi in cui per riuscire a onorare gli impegni devo rimanere tappata a casa dalla mattina alla notte, dal lunedì alla domenica, conducendo una sorta di parentesi di vita, priva quasi del tutto di contatti umani e finestre sul mondo, con il mio Giuseppe che, prima di uscire di casa per andare a lavorare, mi dice: “Mangia, mi raccomando”; dall’altra parte, periodi in cui ho tutto il tempo a disposizione per dare spazio alla mia creatività e andarmene in giro... Nel mezzo di questi estremi, ci sono innumerevoli varianti, soggette anche alla connotazione più personale dell’autogestione: la concentrazione, la voglia di fare le cose, l’ispirazione, cose così.

A volte, per quanto l’obiettivo che mi sono posta sia già faticoso, scopro che immergermi completamente in esso mi procura grande gioia e risultati ancora migliori di quelli previsti, già difficili da raggiungere.
E così, dieci giorni fa, ho iniziato a lavorare a “Due papà”, un minicomic di 7 tavole, che ho realizzato per un concorso indetto da Arpa Sicilia, che mi ha segnalato una mia amica. Lei stessa mi ha proposto un soggetto, e io mi sono proprio divertita ad adattarlo a un fumetto che trattasse il rapporto fra l’essere siciliani e l’ambiente. Dopo aver prodotto lo storyboard, al fine di rispettare la scadenza, ho avuto a disposizione solo sette giorni per disegnare le tavole complete. Le ho realizzate su formato A4, quando il concorso richiedeva il formato A3: il mio principale strumento di inchiostrazione è stato un pennarello 0.05 e la mia faccia incollata al foglio, a cinque centimetri di distanza per disegnare in miniatura. Ogni volta che completavo una tavola, la scansionavo a 450 dpi per trasformarla in formato elettronico in un A3 a 300 dpi. Nel bel mezzo della realizzazione del fumetto ho avuto un blocco di 48 ore su una tavola, un compleanno, una visita di due carissimi amici che si sono fermati un paio di giorni a casa, e alla fine ho disegnato quattro tavole in due giorni, accompagnata dalla discografia completa di Goran Bregovic.
Il risultato mi ha sorpresa, la passione che ho riversato nella creazione dei personaggi mi ha fatto superare tutte le difficoltà. Inoltre, capisco che è stato grazie a quelle prime tavole di “Olivia & Omar” che ho potuto disegnare un minicomic completo con lo stesso stile di disegno. Dunque, dedico “Due papà” ai lettori di “Olivia & Omar”, rinnovando le mie scuse…
Purtroppo il concorso non prevedeva opere collettive, così, anche se ho lavorato insieme alla mia amica Manuela Coci, il fumetto verrà presentato solo a nome mio. Ma qui sul blog non sarà così!

2 commenti:

Valentina ha detto...

sei grande! in bocca al lupo per il concorso. ciao. Vale

paola cannatella ha detto...

Ciao Valentina... ho visto solo ora il tuo commento.
Grazie mille! Speriamo bene... buona fortuna anche a te e ai tuoi fumetti!