lunedì 1 marzo 2010

Meno grigio

Alle 4 di stamattina io e il mio Giuseppe ci siamo fatti strada in mezzo alla nebbia di Pavia con la macchina, fino alla stazione. Dieci minuti dopo, lui è salito su un bus, il primo dei mezzi di trasporto che lo avrebbe portato fino a Vienna. E lì rimarrà per quattro mesi, con i grandi obiettivi di realizzare l’antico sogno di trascorrere un periodo di tempo all’estero, studiare la tesi per il dottorato e parlare tedesco.
Sono tornata a casa con il senso di un vuoto immenso e le lacrimucce che non ho dovuto preoccuparmi di nascondere, dato che in giro non c’era proprio nessuno. Solo la nebbia, che a Pavia sembra un essere vivente quasi come l’Etna lo è a Catania, e ho avuto l’impressione che mi penetrasse dentro.

Eccomi dunque qui da sola. Ma il futuro è meno grigio di questa premessa che ho scritto solo per spiazzare i miei lettori!

Il martedì 23 febbraio alle 14.30, allo Sportello Giovani di Pavia, è iniziata la prima lezione del “laboratorio di fumetto: il minicomic”: si tratta di un piccolo corso base sul fumetto, gratuito, articolato in dieci incontri a cadenza settimanale, organizzato dal Comune di Pavia tramite l’associazione Gi.p.pa…. e sono io l’insegnante!
… Già da qualche settimana mi ero occupata dell’iniziativa sotto diversi altri aspetti, come la preparazione di una locandina, il volantinaggio e l’acquisto dei materiali da disegno, e ho anche messo a disposizione del laboratorio una quarantina di fumetti miei e di Giuseppe…
Poi, durante la lezione, mi sono trovata bene nei panni dell’insegnante. Ho gestito i piccoli imprevisti con un’inconsueta estrema e calma sicurezza, e non mi sono lasciata spaventare dal numero piuttosto alto di partecipanti: 23 presenti e 10 assenti. E inoltre, durante la spiegazione, SAPEVO
quello che dicevo: mi ero preparata, e per quanto consapevole di possibilità inaspettate, avevo maturato tutto quello che avevo letto, scritto, riflettuto, ascoltato. Infine, tutte queste nozioni serviranno anche a me, come fumettista: per esempio… mi vergogno un po’ a dirlo, ma è stato mentre preparavo la lezione che ho scoperto come si chiamavano le inquadrature, e in particolare, cos’era un piano americano!
Grazie a questa occasione, ho anche conosciuto altri ragazzi che vivono a Pavia - tra cui le meravigliose Laura e Francesca dello Sportello Giovani, che mi sono state di grande aiuto e sostegno – e ho sentito per la prima volta la gioia di essere qui. Insomma, credo che l’esperienza mi aiuterà a entrare in contatto con questa città.

Questo weekend sono stata a Mantova Comics & Games. Ero in compagnia di giovani amici fumettisti di belle speranze (fino a undici anni più piccoli di me!) in cui cercavo di vedere i ragazzi del mio laboratorio. In occasione della fiera, ho conosciuto dei nuovi autori Tunué, Maria Novelli (Cambio Pelle) e Hannes Pasqualini (Gietz!). Come al solito, a distanza di qualche settimana dalle ultime dediche (avevo disegnato le ultime dediche per Prospettive a fine dicembre), ero piuttosto lenta a disegnare… I lettori hanno comprato anche qualche volume di IDJ: per fortuna, ne ho trovati due su cui avevo già fatto il disegno, nel 2008!... Comunque, mi è sembrato di avere più parlato che disegnato.
Tanto per cambiare, mi sono concessa pochi momenti al di fuori dallo stand: il più sensazionale, è stato il concerto di Cristina D’Avena.
Sabato sera, siamo usciti con i Tunué, e dopo cena siamo andati in un pub irlandese, punto di ritrovo per i fumettisti della fiera. Non so come, la birra mi aveva dato alla testa in un modo drammatico: Concetta della Tunué non riusciva a smettere di ridere, dal momento che confondevo le identità di tutti gli autori di cui mi parlava e che incontravamo, scambiando le loro facce, e coniando nuovi nomi e cognomi.
Come due anni fa, abbiamo giocato a calcetto: ero stata io ad insistere, ma alla fine ho giocato solo per un minuto, ero troppo scarsa. Era un’emozione, il momento in cui infilavamo il gettone per fare uscire le palline: a volte ne usciva solo una, altre volte nove, altre volte ancora finivamo per sollevare il calcetto da terra e qualcuno lo prendeva a calci.
Alla fine, quando tutti i maschi se ne sono andati, io e Concetta abbiamo giocato uno contro uno, ma io ho perso… Nel frattempo è arrivato un celebre personaggio delle fiere di fumetti, un collezionista di disegni di nome Alfonso. Noi ragazze insieme abbiamo giocato contro di lui, e siamo riuscite a farci sconfiggere.
Domenica mattina ho partecipato alla mia prima estrazione di disegni: ho chiesto un numero per Mario Alberti, e ho vinto (è sempre grandiosa la sensazione di vincere qualcosa) la possibilità di chiedergli di disegnarmi Legs Weaver.
Ho incontrato dei lettori dei miei libri e ho ascoltato le loro parole incoraggianti, e un ragazzo che sta facendo la tesi di laurea su Prospettive mi ha portato una bottiglia di vino.

Domani ci sarà la seconda lezione del laboratorio, e il 6 e il 7 marzo andrò al Bilbolbul, a Bologna. È il terzo anno di fila che ci vado: anche quella è una manifestazione a cui mi sto affezionando, ma è l’unica in Italia a cui partecipo con la possibilità di andare in giro a vedere, ad ascoltare e a recepire, invece di sentirmi obbligata a stare quasi tutto il tempo allo stand a fare le dediche. A parte le dedicaces di domenica, a mezzogiorno.

Così, anche se il mio Giuseppe è partito, penso che sarò in grado di sopportare il cielo grigio, la pioggia e la nebbia… anzi, il tempo sta già migliorando. E devo ammettere che la primavera è piacevole, a Pavia.

5 commenti:

simonecampisano ha detto...

e cmq.... se dobbiamo dare un voto alla fiera di mantova... io direi QUAAAATTROOOOOOOOO!

Anonimo ha detto...

un ragazzo che fa la tesi di laurea su Prospettive?
ti rendi conto.............

paola cannatella ha detto...

Per Simone: vabbè io mi sono divertita abbastanza... e poi... sbaglio o anche tu ti sei beccato un disegno con il numeretto?
Per Anonimo: sì, ma non è una tesi SOLO su prospettive... riguarda le città nel fumetto... Catania nel mio caso...

Melo! ha detto...

una bella tesi pero'! complimenti! mi sono ricordato una cosa per il corso di cui potresti parlare! da noi sergio ha fatto un confronto tra ''dick tracy'' di Chester Gould e ''flash gordon'' di alex raymond, per rimarcare l'importanza della coerenza stilistica nei fumetti. sono molto diversi, ma entrambi pubblicati negli stessi anni nei quotidiani, proprio perche coerenti. :) spero ti possa essere utile a presto!

paola cannatella ha detto...

Grazie Carmelotto!